Tavola Rotonda:
"La conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie
tra Diritto civile e Diritto canonico"
Roma, Pontificia Università della Santa Croce | 27 novembre 2025
Tavola Rotonda:
"La conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie
tra Diritto civile e Diritto canonico"
Roma, Pontificia Università della Santa Croce | 27 novembre 2025
« Nel “Discorso della montagna” Gesù ha proclamato: “Beati gli operatori di pace” (Mt 5, 9) ... La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri» (Leone XIV, Discorso agli operatori della comunicazione, 12 maggio 2025). Proseguendo il discorso del Santo Padre, si può aggiungere che la pace venga salvaguardata soprattutto dal modo in cui si cerca di risolvere le controversie o i contrasti che mettono una persona di fronte a un’altra.
I metodi di gestione dei conflitti possono essere ricondotti a due modelli fondamentali. Il modello oppositivo o contenzioso richiede l’intervento di un’autorità giudicante che decide chi ha torto e chi ha ragione tra i due litiganti, secondo una logica antagonistica: uno vince e l’altro perde (aut aut). Il modello consensuale o conciliativo, invece, cerca il dialogo tra le parti, per trovare un accordo idoneo a comporre le diverse esigenze, secondo una logica accogliente e accomodante: entrambe soddisfatte (et et). L’attenzione alle esigenze effettive delle parti, in un’ottica di disponibilità a riconoscere mutuamente l’una quelle dell’altra, apre alla possibilità di cercare una soluzione che risponda efficacemente ai bisogni di entrambe, giungendo così a estinguere il conflitto non con un atto meramente formale, ma con una composizione sostanziale.
Il metodo conciliativo corrisponde al principio di una giustizia attenta al bene delle persone, quale viene sollecitata da Gesù Cristo nel messaggio evangelico (Mt 5, 25; 18, 15-17). Sulla scorta di questo insegnamento, la Chiesa, nel corso della storia, ha costantemente valorizzato il metodo conciliativo, come strumento essenziale per armonizzare le relazioni tra i fedeli e tra questi e l’autorità ecclesiale, giungendo a precisare la disciplina di diversi strumenti giuridici idonei a perseguire la concordia reciproca: la conciliazione o mediazione, giudiziale o stragiudiziale, la transazione e l’arbitrato.
Nella legislazione codiciale, inoltre, viene affermato il principio del favor conciliationis come metodo preferenziale per risolvere le controversie (can. 1446, § 1 CIC; can. 1103, § 1 CCEO) e sono previsti i mezzi per evitare le liti (cann. 1713-1716 e 1733-1734 CIC; cann. 1164-1184 e 998-999 CCEO). Nondimeno, la normativa vigente richiede di essere integrata e perfezionata, con l’introduzione di apposite procedure e di specifici organismi competenti, nonché la previsione di più pregnanti incentivi all’uso di questi rimedi, per rendere pienamente applicabile ed efficace il metodo della conciliazione nei rapporti ecclesiali.
La tavola rotonda La conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie: tra Diritto civile e Diritto canonico si propone di offrire uno spazio di confronto sui diversi strumenti conciliativi, analizzandone l’applicazione in vari ambiti. L’obiettivo è favorire una riflessione approfondita che possa stimolare ulteriori sviluppi e miglioramenti nel settore.